My bag

Chi sono

Alessio de’Navasques

Studio Architettura, mi occupo dell’organizzazione di eventi che lavorano sulle contaminazioni tra arte, moda, design. Mi muovo spesso tra la Puglia e Roma perché a Bari ho uno show room, Leccisi collection, di design dove organizzo esposizioni l’ultima che ho curato, verteva tutta sul riciclo e durante AltaRoma ho curato il progetto A.I.1.

Sono cresciuto respirando design essendo i miei genitori entrambi architetti crescendo ho deciso di proseguire la tradizione di famiglia, ma ci ho messo qualcosa di mio,  iniziando appunto i discorsi di contaminazione con la moda, l’arte ecc.

La mia borsa

Premettendo che la borsa è un accessorio maschile che non amo, quella che uso quando proprio non posso farne a meno, è una di Smateria, un progetto di moda etica di un’azienda milanese che fa realizzare gli accessori nelle discariche cambogiane, la mia è realizzata con materiale da cantiere. L’ho scelta proprio perché dovendo proprio usare una borsa, almeno volevo che fosse davvero particolare.

Il contenuto

Ho sempre con me almeno una sciarpa che a differenza della borsa, è un accessorio che amo in modo particolare, ne ho più di 100, questa è stata realizzata con un vecchio sari indiano di Elizabeth The First, ho sempre inviti a eventi, mostre, esposizioni, l’agenda stracolma di biglietti da visita, appunti, almeno un libro, le chiavi.

Nonostante tutto non ho quasi mai con me penne. Ripeto non essendo il mio accessorio preferito cerco sempre di non caricarla troppo, ma alla fine le cose da portare sono sempre tante.

Autore:
Stefano Mastropaolo

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My bag

Eva Meucci

E la sua borsa, disegnata e realizzata da lei. A volte vuota a volte difficile da portare.

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Michele Pollini

Michele Pollini e la sua postina camouflage. Basica, ma iperdecorata.

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Rossano De Cesaris

Rossano De Cesaris, il suo marsupio, il suo trolley e le sue pochettes.

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