
Nella suggestiva location di Spazio Cerere a Roma abbiamo assistito alla prima performance romana di Thomas De Falco, scultore tessile noto per la sua tecnica di wrapping.
La performance intitolata “Beauty BH ED” ha visto i protagonisti, inizialmente immobili in piedi e con gli occhi chiusi, muoversi lentamente, in modo quasi impercettibile, nel grande spazio bianco fino a rimanere “incastonati” nella grande composizione scultorea.
Il wrapping ( realizzato con capelli veri sintetici, lana, seta e cotone) ricorda un cordone ombelicale che unisce i soggetti resi distanti all’inevitabile condizione umana del sentimento.
Abbiamo chiesto all’artista di parlarci del suo lavoro.
Che cosa significa essere “scultore tessile”?
Essere “scultore tessile” significa, per me, intrecciare, attraverso procedure di incastro, attraverso il ‘wrapping’, colori puliti e neutri (intesi come neutrali) dei tessuti scelti con oggetti personali, intimi, miei.
Dargli una vita e dargli significati soprattutto profondi, come in occasione della Triennale di Milano (2010) nella quale mi sono concentrato sulla complessità, sulla tristezza e sulla drammaticità della donna. Mi sono introdotto nel mondo dell’arazzo attraverso la Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco attraverso il quale sono riuscito a conoscere sia le tecniche dell’arazzo contemporaneo, quella da me adottata, sia quelle più antiche come quella dell’arazzo fiorentino, tecniche poco conosciute.